La paura dei 50 friulani fermi in Ucraina, il console avvisa: «Viaggiate solo in auto, pagamenti con il Pos difficili»
UDINE. È preoccupato per l’avanzata dell’armata russa, che sta tenendo sotto assedio la capitale Kiev. Il console onorario di Leopoli, Gianluca Sardelli, originario di Gorizia, ritiene sia stato «sottovalutato il rischio, non immaginando un così rapido e tragico evolversi degli eventi, trascurando gli inviti a lasciare il Paese».
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In Ucraina sono una cinquantina i friulani presenti, la maggior parte dei quali ormai integrati nella comunità e con una famiglia propria alle spalle. Nelle otto regioni dell’Ucraina occidentale in cui Sardelli svolge le sue funzioni, tra cui le operazioni di evacuazione, ve ne sono una quindicina.
Chi volesse ora spostarsi e rimpatriare si troverebbe in seria difficoltà. «Lo spazio aereo è chiuso per motivi bellici – spiega il console – e sono quindi possibili unicamente trasferimenti stradali o ferroviari». Non è facile, però, raggiungere la frontiera. «Si rischia di fare code chilometriche, in particolare verso Budapest. Per questo – consiglia Sardelli – è meglio non percorrere la strada che da Kiev porta a Budapest, ma raggiungere il confine con la Polonia, a una sessantina di chilometri da Leopoli. O, in alternativa, quello con la Romania».
Nell’arco di una settimana, inoltre, «la moneta locale, la hryvnia, si è svalutata di oltre il 15 per cento e i pagamenti con bancomat o carte di credito non sono sempre possibili. C’è la corsa al prelievo di contanti».
Anche a Leopoli risuonano le sirene d’allarme per invitare i cittadini a raggiungere al più presto i rifugi antiaerei. Venerdì gli allarmi sono stati due, alle 5.30 e alle 9, mentre in contemporanea stavano bombardando Rivne. «Sto assistendo con preoccupazione – ci ha detto venerdì sera al telefono – al bombardamento dell’aeroporto militare di Khmelnytskyi, non distante da una importante centrale nucleare».
Teme anche che i missili destinati a colpire strutture militari possano «finire per errore sulla cittadinanza» e, infine, guarda con spavento alla Bielorussia, a 300 chilometri a Nord: «Le armate russe che facevano esercitazioni congiunte in territorio bielorusso si stanno pian piano avvicinando».

